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L’ombra del mare

procedere per scarti minimi – sovrapporre color diluitissimi, quasi impercettibili, dilatarli fino allo spasimo – accorgersi di tutte le variazioni possibili – far colare un colore sull’altro, una trasparenza sull’altra – cogliere i più piccoli palpiti, le emozioni rarefatte, le minime cose fondamentali, le vibrazioni del silenzio – rendere visibili i mutamenti dell’anima, le pieghe, i sussulti – tutte le cose a bassa voce (la scommessa è che un sussurro abbia la stessa forza di un grido) – la differenza impercettibile che qualifica il tempo – le onde – frangersi e riandare – angoscia di annaspare senza immaginare i bordi, dolcezza accecante di naufragare per volere l’acqua fino in fondo – pittura come necessità di dire (tutto questo sentire così forte -mi dicevo- deve diventare qualcosa) e quindi possibilità di salvarsi – non è una scelta dipingere (non credo tanto alle “scelte”, specie quelle che hanno l’aura un poco eroica), ma bisogno profondo, intima esigenza che non ammette repliche – ho sempre pensato (sentito) che la bellezza e la ricerca di lei abbiano lo straordinario compito di consolare il mondo, se non di cambiarlo – mi guardo intorno e non so – sempre e da sempre fuori moda, fuori tempo, pure, quando mi riconosco nei grigi colorati, nelle veline trasparenti, so che non posso fare altro – sgranare tutte le possibilità di un grigio alla ricerca di un assoluto – luce: dà alle cose possibilità molteplici e sfaccettate – acquarello: può vibrare ricomponendo materia e sogno, cosa ed essenza, esprimere il mistero del già detto, dell’indicibile, del taciuto, del non ancora detto – quadrato: forma rigorosa, perfetta, immacolata – veline: sovrapposizione, ambiguità, impossibilità di stabilire un sotto e un sopra, un prima e un dopo – orizzonte, linea / macchie, sgorature – geometria apparente: dove numero, parola, suono e colore sono lo stesso – necessità di dire l’emozione ed al tempo stesso di contenerla proprio per poterla dire, per impedirle di spappolarsi, sfilacciarsi, diventare banale – resta la gioia profonda di mostrare i miei lavori nella mia città amata, adorata, di fronte al mare più bello del mondo – (l’ombra del mare, 2001)

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